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Tutto quello che devi sapere sulla musica in Brianza

MUSICA IN BRIANZA

Tutto quello che devi sapere sulla musica in Brianza

I Bacon’s Chaos presentano “Macula”

Bacon’s Chaos, un trio che spazia dall’area milanese alla Brianza per diffondere il proprio sound che loro stessi definiscono “l’unica cosa che conta”.  E ciò che esce da questo nuovo ep intitolato “Macula” sono 4 brani in studio di puro rock, a tratti d’altri tempi e più spesso pieno delle sonorità che contraddistinguono l’indie rock italiano. Suoni ruvidi, grezzi e coinvolgenti  che immaginiamo trascinino senza difficoltà sotto il palco il pubblico dei live che ci auguriamo si possa tornare a riproporre in tempi rapidi. E se avete dubbi ascoltatevi la versione live di “Blues di Lazzaro”, ottimo esempio dell’atmosfera che caratterizza i loro concerti.

Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di contattare il trio che ci ha raccontato la storia della band e la realizzazione del nuovo Ep. Qui di seguito vi proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato.

1) Partiamo dagli inizi. Ci raccontate come nascono i Bacon’s Chaos e quali sono i musicisti che vi hanno indotto ad imbracciare gli strumenti musicali ?

All’inizio del 2018 Vittorio e Luca si incontrano e decidono di lanciarsi in un progetto insieme, inizialmente come duo garage/rock, da qui inizia la storia dei Bacon’s Chaos. Il nome deriva dal nostro riconoscerci nella metafora artistica ed esistenziale del caos, presente nel pensiero e nella filosofia di Francis Bacon, che ha sempre suscitato in noi una forte attrazione. Dopo l’uscita del primo EP “Nervoso” abbiamo sentito sempre più forte il bisogno di aggiungere il basso, perché le idee che stavano nascendo in quel periodo avevano un’attitudine diversa e da alcuni punti di vista un po’ più complessa. Così è partita la ricerca di un bassista e dopo varie esperienze finalmente è arrivato Andrea, con il quale abbiamo intrapreso questo percorso che ci ha portato fino a “Macula”.

Vittorio: da batterista ascoltando per la prima volta NEVERMIND dei Nirvana, mi colpì il modo di suonare di Dave Grohl e soprattutto il suono della batteria di quel disco: era unico. Poi col tempo ho iniziato a trarre ispirazione da Jimmy Chamberlin degli Smashing Pumpkins, Dave Abbruzzese dei Pearl Jam e in italia sicuramente da Luca Ferrari dei Verdena.

Luca: i fratelli Gallagher è stata colpa loro all’inizio.

Andrea: è tutta colpa di Geezer Butler se sono passato dalla chitarra al basso, per fortuna aggiungerei. Ma devo ringraziare anche i Metallica per avermi fatto iniziare a suonare la chitarra prima, se non avessi comprato quella chitarra classica per imparare a suonare nothing else matters forse sarei passato a suonare paranoid direttamente dopo qualche anno.

2) Sin dal vostro primo ep avete scelto di cantare in italiano. C’è una ragione specifica ?

Sin dall’inizio abbiamo deciso di cantare in italiano, su questo non abbiamo mai avuto dubbi, perché volevamo far arrivare a più gente possibile il nostro stato d’animo comunicandolo nella nostra lingua madre e per esprimere al meglio quello che vogliamo raccontare e trasmettere spaziando a piacimento nel nostro dizionario. Anche a se volte è difficile “adattare” la nostra lingua italiana a questo tipo di sound, allo stesso tempo è importante secondo noi cercare di valorizzarla.

3) A distanza di due anni da “Nervoso” nelle scorse settimane è uscito il vostro nuovo Ep “Macula”. Quali novità ci sono in questo vostro nuovo lavoro discografico ?

Macula, a differenza del primo EP “Nervoso”, il quale si potrebbe definire più spontaneo e istintivo, ricco di feedback e di un’atmosfera più ariosa , è stato un lavoro più scuro e digerito più lentamente, ed il primo di Andrea con noi al basso. Macula è composto da 4 brani in studio più uno live, tutti esprimono davvero una parte di noi tre. Ogni traccia è più scura e più affine al nostre essere in questo momento, a tratti ci sono cose al limite del fastidioso e opprimenti che esprimono al massimo la nostra linea e direzione artistica che stiamo intraprendendo.

4) In “Macula” troviamo anche una traccia registrata dal vivo e cioè “Blues di Lazzaro”. Un’opportunità per gli ascoltatori di farsi un’idea di come si svolgono i vostri concerti ?

Si! Abbiamo deciso di inserire Blues di Lazzaro perché pensiamo sia un bel pezzo misto Blues-Punk adatto per i Live e dato che amiamo suonarla dal vivo, abbiamo pensato che fosse stata giusto omaggiarla in questo modo. Sicuramente noi live esprimiamo al meglio ciò che siamo, il nostro obiettivo è quello di far vedere quello che sappiamo fare senza fronzoli, sudando e soprattutto divertendoci sul palco.

5) Una domanda che proponiamo a quasi tutti i gruppi : quanto è difficile incidere un disco ai giorni nostri ?

Sicuramente con tutti i mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione è diventato molto più semplice incidere un disco, basta vedere su internet quanti ragazzi creano delle vere e complete produzioni dalla propria “cameretta”. E’ questa la direzione verso cui sta andando il mondo della musica. Tutto è diventato così veloce, immediato, facile da un certo punto di vista, ma non per questo migliore: manca spesso quell’anima, quel calore che invece ti avvolge ascoltando un disco di una volta. Non è necessario andare a prendere dischi oltreoceano, già solo ascoltando classici cantautori italiani come Battisti, De Gregori, Dalla, Pino Daniele, si percepisce la ricerca che veniva fatta dietro ogni produzione, la sua qualità non dettata dalle imposizioni del mercato e delle vendite. Ogni brano veniva realizzato in base ai gusti dei vari musicisti, al loro background derivato dall’ascolto di quei pochi dischi che arrivavano dall’estero e alla sperimentazione. A differenza di oggi, all’epoca, tutto quanto riguardava il sound era un mondo da esplorare, basti pensare al fatto che per noi ora è normalità che cassa e basso vadano all’unisono, ma a quei tempi era un’utopia. Quindi noi dobbiamo reputarci fortunati perché abbiamo tutte le possibilità di ascoltare, di imparare e creare, ma dobbiamo farlo con coscienza rimanendo noi stessi, senza seguire una moda perché prima o poi questa passa.

6) Quanto pensate sia importante il mondo dei social per la promozione della vostra musica ?

Oggigiorno per noi i social sono un ottimo strumento per promuovere la nostra musica, infatti li utilizziamo sia per comunicare le date dei nostri live sia per raccontare eventi della vita quotidiana della band. Ma il rischio da evitare è quello di dedicare troppo tempo alla cura dei vari canali social, che porta via molte energie, a discapito della musica stessa, lei deve essere sempre al centro! Con i social si diffonde, si comunica, si arriva dove prima magari non si poteva arrivare, ma non si “fa” la musica.

7) Qual è stata la vostra esperienza in Brianza per quanto riguarda la possibilità di suonare dal vivo ?

La scena brianzola non è male, ha varie opportunità di Live anche per musica indipendente come la nostra. Siamo praticamente “Resident” all’Arci Tambourine dal nostro amico Alessio a Seregno. Noi amiamo suonare lì, ci sentiamo liberi al massimo e confident con noi stessi.

8) I vostri Ep sono stati pubblicati solo in forma digitale oppure esistono anche in formato fisico (cd o vinile) ?

I nostri Ep, oltre ad essere stati pubblicati sulle tutte piattaforme digitali e facilmente accessibili per l’ascolto, esistono anche in formato CD e possono essere richiesti scrivendoci su [email protected] . Non appena si tornerà a suonare live troverete il nostro amato banchetto con tutto il merchandising disponibile.

9) In questo periodo di lockdown, seppur più contenuto rispetto alla scorsa primavera, ci consigliate qualche disco che vi è piaciuto nei mesi scorsi ?

Vittorio: io vi consiglio “ A Hero’s Death” dei Fontaines D.C., un disco alternativo e soprattutto con suoni post-punk, ma allo stesso tempo molto attuali.

Luca: Existential Reckoning dei Puscifer.

Andrea: be, a parte Macula posso consigliare Ohms dei Deftones, lo sto ascoltando almeno una volta al giorno da quando è uscito.

“Macula” può essere ascoltato sulle principali piattaforme digitali e direttamente dal sito https://baconschaos.bandcamp.com/

I Bacon’s Chaos possono essere contattati anche direttamente la propria pagina Facebook  a questo link oppure Instagram o Youtube .

Karlo Pulici